Mefite

La Seta Velata

JA03 · Ordine delle Janare · PG Speciale · Simiglianza: Pulcherrimo

♪ Leitmotiv: Hell I - Giovanni Sollima


… e dopo aver vissuto felici e contenti si spensero col sorriso della Morte sulle labbra. Poiché grande è il Suo giardino...

Zolfo nell’aria, fuoco negli occhi, morte nel cuore.

Lei che assume un fardello che non è il suo, per la seconda volta. Lei che ha dato via ogni cosa, persino il suo nome, per la seconda volta. La guardano avidi i Cangianti d’Autunno, la Strega, colei che sa, colei che può. La guardano e lei si chiede quali di loro la pensino salvatrice, quali un’ intrusa. Mefite, adesso e finché si vuole, che il passato non esiste ed il futuro è scritto nel riflesso delle stelle sull’acqua.

Zolfo nell’aria, fuoco negli occhi, morte nel cuore. I membri della Corte che sa, e se non sa cerca e se cerca sa, a volte troppo vicino al Confine, a volte oltre ciò che è auspicabile. Per avere paura di Arcadia basta il ricordo del suo orrore, per rimanerne fuori non basta nemmeno la paura: tra i mostri e i Perduti passa una scelta sbagliata, una domanda distratta. Per questo la Mefite ha fatto suo il fardello della guida, per il bene di tutti, per la seconda volta. Non si cura degli sberleffi del Re Fuggiasco, non si cura degli ingrati, si cura solo della Corte e la corte sta sotto al dominio.

Zolfo nell’aria, fuoco negli occhi, morte nel cuore. Ed ora che il nome di un Trono delle Janare ha un viso e un corpo i Lauri si aspetteranno pietà quando lei dovrà giudicare quanto a fondo sono stati sprofondati dalle loro rivelazioni?

La pietà è anch’essa è tra i supplizi di Arcadia, anch’essa può essere usata, scambiata e falsificata, e nessuno conosce il bruciore di quel cilicio più a fondo di lei. Nessuno reca segni più vividi delle pestifere fauci delle Fate.

L’aria è pesante per le esalazioni acide, impesta la gola.

I bracieri brillano nella notte, umettando di arancione gli occhi dei Lauri della Terra Felix, fertile ovunque tranne nella sacra valle dell’Ansanto. La preda mortale scalpita, ma seppur con il cuore pesante il sacrificio va fatto.

E, forse, altri più grandi dovranno seguire. Doni alla nera signora, tributi per tenere i Patrizi nelle loro gabbie d’avorio.

Si erge nel cerchio la Strega Mefite, Sacerdotessa, Guardiana. Nessuno dei suoi ruoli le concede pietà.

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