Lunacupa
La Libellula Notturna
CA04 · Corte d’Autunno · PG · Simiglianza: Pulcherrimo · Oneiromante
♪ Leitmotiv: Le Creature della Cupa - Vinicio Capossela
C’era una volta una Regina…
Quando la Bianca Dama si erge nel cielo della notte e con i suoi raggi illumina un particolare vicolo di Napoli, accanto al profumo pungente dell’Orto Botanico e alle pietre consumate dal tempo, potresti dire che Lunacupa rimane assorta nei suoi pensieri da raminga del reame notturno.
Non seguire il sentiero della Cupa |Che piccola è, ma si fa pesante
Un tempo madama imponente di quei vasci, oggi girovaga dei sogni e degli incubi del Dominio tutto.
Tutti sanno che lei non riesce a stare mai ferma, vuoi per la sua natura così simile al vento, vuoi perché porta con sé il trascorso del suo rapimento. Condannata a peregrinare per i medesimi corridoi per… quanto tempo? Sia dannato ogni attimo! Quella staticità così tossica instillata nel suo cuore come fosse veleno.
Da allora ha iniziato a dimenarsi e non essere più intrappolata, mai più ferma, perché Lunacupa non può essere doma.
Il suo corpo si muove in continuazione, nella Corte reclama ciò che è giusto sottovoce, con i sussurri di chi porta sulle spalle il peso di chi ha la mente colonizzata da una voce che non è più la propria, agitando gli animi a ribellarsi contro una Corte messa sotto sequestro dal silenzio eloquente di chi non è in grado di comprendere. Contro la Strega.
Lei non accetta tutto questo, perché nella Corte d’Autunno non c’è cosa più empia dell’omeostasi. E quindi continua a vagare - nella realtà come nel mondo onirico - con le sue chiavi di vetro e stagno, dove i sogni si mescolano con gli incubi e le anime si perdono tra maschere di silenzio e inganni. Scuotendo e scrutando cammina tra le foglie secche e il vento gelido, portando con sé la memoria di un passato in fiamme e la condanna di un presente eterno.
Dentro la culla non hai da temere | È una culla di rovi, chi ti vuol male | Non può avvicinare