Marbèl
Il Cobalto Celato
CI08 · Corte d’Inverno · PG · Simiglianza: Ogre
♪ Leitmotiv: The Man Who Sold the World - David Bowie
C’era una volta un progetto incompiuto…
Non era nata nobile, ma il padre architetto aveva lavorato a grandi opere. Insieme a lui, aveva avuto occasione di lavorare ad importanti e avveniristici lavori. Nei suoi sogni, la giovane era sicura che il complesso delle seterie di San Leucio avrebbe aperto loro le porte della corte dei Borbone. E a lei vennero aperte delle porte, si: verso una corte di abbagliante irregolarità. Stanze vive che non mantenevano mai la stessa planimetria o lo stesso stile. Solo lei, la progettista, restava immobile in quel dinamismo. Una statua in bella mostra, circondata da algidi cortigiani intenti ad ammirarla con compiacenza. O a ricoprirla di stucchi per fare del suo corpo qualcosa di simile agli Apolli neoclassici dei suoi progetti: poderosi e freddi. Mentre la sua dignità veniva violata, la sua mente si rifugiava nelle nozioni matematiche e geometriche che aveva studiato, unica briciola di stabilità. Finché la giusta calibrazione di forze la riportò al luogo cui apparteneva. Ma le abitazioni erano vuote e i macchinari erano fermi. Polvere e abbandono risuonavano in ogni progetto a cui lei e il padre avevano dedicato tanta cura e lavoro. “Siti Archeologici”, li chiamavano. Perché chiamarli “sogni infranti” avrebbe richiesto troppo coraggio.
Ora ha un Titolo, il Duca-dalle-Stanze-Vuote, con fama e risorse. Ciò che aveva creato ora è tornato in suo possesso nella forma di immobili, appalti e concessioni di restauro. Molto altro potrebbe fare, se la sua anima non fosse ancora pesante e impolverata, come i suoi tanti possedimenti. L’hanno fatta Delfino dei Mantelli, lo scherno del Faust ad un lignaggio a pezzi. E Marbèl si dice che se tutto resta fermo, nel suo perfetto equilibrio, null’altro di male potrà accadere lungo il cammino. E non ci sia persona peggiore di lei per rappresentare un titolo che fa dell’ambizione e della mobilità la sua ragione di vita.