Burlesque

Le Rifrazioni della Camelia

CP03 · Corte di Primavera · PG · Simiglianza: Oscuro

♪ Leitmotiv: 7 rings - Ariana Grande


C’era una volta il frutto proibito…

Nel privé dorato di un luogo imprecisato, dove l’aria sa di ambrosia e peccato, Burlesque ride piano. È seduta su un trono di velluto e carne, un mortale le bacia la mano tremando mentre lei gli sussurra all’orecchio frammenti di una storia che non sa più se sia sua o di qualcun altro. Una continua recita, così come in quel passato così recondito che le ha insegnato a inseguire il vano e il glorioso. Le sue parole sono petali e lame, un raccolto pronto a essere mietuto.

Un tempo, dice, aveva milioni di occhi puntati addosso. Viveva di like e richieste private, di desideri proiettati su schermi che non sapevano cosa fosse la vergogna. Era regina di un regno di luci fredde, dove ogni posa era un comando e ogni sorriso un contratto invisibile. Poi, una notte, l’eco delle sue risate si perse. La Prigionia. Nulla vuole che si sappia di essa: gelosa e feroce come solo una regina in gabbia è in grado di essere.

Da allora, Burlesque è l’anima delle feste, la voce invisibile che comanda i ritmi e le luci, la dea che trasforma l’estasi in arte con poche parole. La sua pelle scintilla come vino versato, il suo sguardo è un invito e una minaccia. Così affascinante che perfino Aida lo sostiene senza il desiderio di estinguerlo del tutto. “Sei andato alla festa organizzata da Burlesque?” “Hai sentito cosa ha in mente Burlesque?” “Cosa ha fatto ieri notte Burlesque!?” Voci che si ripercuotono in maniera cristallina come un valzer di pettegolezzo e attenzione che la inebria. Eppure, quando la musica si ferma e gli applausi muoiono, resta solo il ronzio di uno schermo spento, senza più like né sguardi bramosi. Ogni tanto, nelle stanze del suo palazzo di seta, si illumina una luce fredda. Nessuno sa da dove venga, forse è un ricordo, forse un richiamo. Lei si avvicina, sfiora il vetro e sorride, come davanti a un vecchio amore. La Corte dice che non bisognerebbe toccare troppo ciò che proviene dal mondo dei Mortali.

Ma Burlesque, con la grazia di chi ha già peccato, e con l’esperienza di chi ha fatto del tocco il suo mestiere continua a farlo. Dopotutto, l’incanto è una forma di dipendenza. E lei ne è la più raffinata sacerdotessa.

Indietro
Indietro

Aconito

Avanti
Avanti

Il Mimo