Aconito
Il Narciso nella Pozzanghera
CP02 · Corte di Primavera · PG · Simiglianza: Elementale
♪ Leitmotiv: Vanità di Vanità - Angelo Branduardi
C’era una volta una stella…
Di certo non si aspettava di trovare l’inferno dentro una pozzanghera.
Le giornate di Aconito erano intrise di monotonia come lo straccio che passava a terra ogni giorno in quello squallido bar lo era di ammoniaca. Turni infiniti dietro al bancone ed infinite giornate a rovinarsi il gomito tirando la leva della vecchia, pericolosa macchina del caffè. Dopo i turni il nulla, la stessa desolata Conza, gli stessi amici e lo stesso stramaledetto bar anche nelle ore libere. E l’unica volta che decise di fare qualcosa di inaspettato precipitò ad Arcadia. Una sola passeggiata improvvisata in cambio di anni di torture, una voce che chiamava il suo nome da una pozzanghera oltre il ciglio della strada. “Cambierò tutto di te.” gli aveva sussurrato. Ed in effetti lo fece: infiniti dolorosissimi giorni ad essere plasmato, smussato, smerigliato, finchè della sua carne non restò che un velo sottile, umido e lucente come una stella. Bellissimo. Chi lo sa se qualcuno l’ha mai cercato, chi lo sa se il proprietario l’ha mai sacramentato quando non si era presentato al lavoro. Il Padrone non si era neanche interessato a produrre un Artifizio al suo posto. L’Aconito di prima era invisibile. Ma grazie alle Sue mani la resurrezione si era compiuta: un risarcimento non richiesto, né bastevole a compensare la sua agonia, ma perlomeno gradito. Il suo nuovo aspetto è abbagliante e nel contempo terrificante, i suoi occhi uno specchio d’acqua che riflette luci e ombre degli sguardi che incrocia. La sua vita tra le Driadi la luce di un astro che si riflette in modo diverso. Finalmente degno, finalmente visto.
Un occhio di bue costante, un riflettore sempre puntato addosso, i suoi pari che hanno presto scoperto la necessità degli occhiali da sole o di uno sguardo basso per averci a che fare, spossati dall’irresistibile capacità dell’Elementale di scrutare nei loro intimi fuoricampo. Ma d’altronde le stelle non possono fare a meno di brillare. E bruciare.
Di certo non si aspettano di trovare l’inferno dentro una pozzanghera.
Ma in un meraviglioso ninfeo? Ah, ameranno perdercisi!