Iside

La Matassa di Lino e la Luna Crescente

JA01 · Ordine delle Janare · PG Speciale · Simiglianza: Elementale

♪ Leitmotiv: One More Soul to the Call - Akira Yamaoka


… e vissero felici e contenti. Contenti e felici. lcifei e otictnne, cefiil e cnnoiett, eiiflc e tnceitno, lecifi e onctnite…

Luna Nuova, la Soglia è sigillata, tempo di sospiri e lacrime… Iside si leva dal trono, accusando il solito capogiro. È sempre stato così da quando ha rinunciato a tutto ciò che era, ha obliato il suo passato dalla coscienza collettiva del Dominio per assumere il manto di Sacerdote di Giano. Le sussurra Ecate:“È un sacrificio unico, lo spirito della Dea della Luna diventerà col tempo inseparabile da te, sarà sempre più facile accoglierlo senza affanni.”

Luna Crescente, la Soglia si spalanca, tempo di crescita e scoperta… Amministra i riti del mattino accendendo un cero nero per ciascuno dei Tredici Troni. Anche quello che fu infranto, consapevole che la megera non approverebbe. Il suo viso di notte tempestata di punti luce, un arazzo di costellazioni, risplende di quelle deboli fiamme come un prisma. Una preghiera ai paramenti di Rea, che fu la prima Strega, completa l’opera: il Castello di Oliveto è consacrato per i ministeri della giornata.

Luna Piena, la Soglia è aperta e pericolosa, tempo di sabba e riti potenti… Una voce le sussurra domande che che le hanno insegnato a sopprimere insieme alle sue emozioni, frammenti di una vita non sua la tormentano la notte in un’impressione di bagliori di luce fredda. Le sussurra Serapide: “È il Trono di Iside, esso porta sempre con sé un grande fardello per la mente, sorella. Sei la più vicina ad Arcadia, sei la più preziosa per noi.”

Luna Calante, la Soglia si chiude, tempo di riflessioni e oblio… Ma Iside non riesce a dimenticare. Non dimentica il punto e croce che la Fata compì sul suo corpo martoriato, non dimentica la stretta del Sommo Sacerdote sulla falce quando le raccontò per la prima volta delle voci e dei vividi sogni. Perché siedo sul trono della Dea della Luna se essa è il nostro peggior incubo, se quando il disco pallido è meraviglioso nel cielo ci intimate di trovare rifugio e pregare?

Le sussurra il Signore delle Stelle: “Tale è il dogma della Ruota che vi ingabbia, tale è il destino di chi ne è raggio e mozzo… e tu, figlia mia, non vorresti essere libera?”

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