Gilgamesh
Sein-zum-Tode
PNG_03 · Corte d’Estate · PNG · Simiglianza: Ogre
♪ Leitmotiv: God of The Dead - Darren Korb
C’era una volta un Re pieno di sogni…
Troppo tempo è passato da quando era soltanto un funzionario della Cassa del Mezzogiorno, uno di quei volti sorridenti ed ingenui che credeva che nelle ‘Vele’ di Scampia ci potesse essere di più che un degradato labirinto di torri e lamellari.
Troppo tempo è passato anche da quando, da oratore del Sinodo del Drammaturgo, era diventato Re dell’Estate: su quel trono le sue parole scatenavano un’onda di cambiamento agitata dai suoi sudditi, la volontà si faceva azione politica.
E quando Gilgamesh ed il suo Reggente, Enkidu, erano concordi, il mondo cambiava davvero. Per qualche istante, almeno, pochi strali di novità prima che riprendessero a scannarsi per la più idiota delle discussioni.
Era una vita spossante, talvolta soddisfacente. Molto più spesso solitaria.
Poi arrivarono, finalmente, il Lupo e la Stratega. E sentì la rabbia nel suo cuore affievolirsi, farsi orgoglio e cura. E lasciare spazio a qualcosa di più prezioso.
Un ultimo ruolo spettava a Gilgamesh ed Enkidu, un’ultima grande battaglia che battezzasse nel sangue e nel fuoco i prossimi Regnante e Reggente, trovati dopo tanto tempo. Era tutto pronto, finalmente avrebbe potuto riposare. Non vedere i suoi sentimenti incatenati da un ruolo che lo soffocava da troppo, troppo tempo.
Ma il vecchio Re avrebbe dovuto imparare, giunto a quel punto, che a lui non sarebbe mai stato concesso sognare.
L’incoronazione si era conclusa per il meglio, l’Estate aveva due nuovi Monarchi. Ma Gilgamesh era rimasto da solo.
Oggi Gilgamesh svolge il ruolo di Diateta: colui che veglia sulla nobile arte della Monomachia, strumento ultimo di risoluzione di ogni diatriba tra i Cangianti, futile o esistenziale che sia. Suo è il compito di insegnare l’essenza stessa di quella danza ferale: una battaglia in cui solo gli individui che esprimono ardentemente le loro passioni possono prevalere.
E come tutti i migliori maestri, Gilgamesh insegna a forgiare armi da ognuna di quelle. Tutte, salvo l’amore.