Occam

Lo Stagno dei Garbugli

PNG_06 · Corte d’Inverno · PNG · Simiglianza: Avvizzito

♪ Leitmotiv: Feed the Machine - Poor Man’s Poison


C’era una volta un ingranaggio…

Un tempo Occam non era che un uomo minuto, uno che piegava la schiena su scartoffie, segnava arrivi e partenze in un ufficio di periferia; bistrattato e pagato a stento. Invisibile anche se necessario.

Sorridevano mentre passava e lui rispondeva con la testa: abitava il mondo come un verbale, annotava tutto per non dimenticare nemmeno il freddo della mensa. Quella miseria gli insegnò la precisione: registrare era sopravvivere, mettere un nome su ogni cosa significava non essere cancellato. Esistere per lui era desiderio e fardello. Qualcuno che però non avrebbe dovuto lo riconobbe e iniziò un supplizio che sapeva di beffa.

Oggi Occam è il Notaio della Nevica, lo stesso gesto di prima, ma in un palazzo di cristallo. Seduto dietro pile di registri, vive dove il tempo si misura in sigilli e cifre. Non governa con parole alte, bensì con timbri, numeri e un inchiostro che non sbava. La Nevica batte sotto il suo ufficio come un motore che non conosce misericordia.

Occam pesa i ricordi come un sapiente chirurgo, rendendosi conto che i cortigiani gli portano confidenze come depositi da registrare e custodire, eppure a lui non interessa tale onere e onore. Non importa chi sieda sul trono. Il passaggio dal Giudice Mazzancolla al Re Faust non ha mutato il ritmo dei suoi timbri né la cadenza delle sue giornate. Più passano le Neviche più qualcosa inizia a opprimerlo. Le sue mani non tremano mai, ma a volte lo coglie il gesto dell’ometto che fu, sfoglia pagine bianche come se cercasse il nome perduto di qualcuno.

La Corte richiede sacrifici, e lui calcola il valore di ogni ricordo come un economista del freddo. Depositario ultimo del miracolo del fondatore Raimondo Di Sangro. Più la Nevica cresce, più Occam si affina. Agisce senza esitazione, eppure a volte lo sguardo gli sfugge, si perde per un istante nei riflessi gelidi della sala. E in quel ronzio, quasi impercettibile, pare che una voce mormori ancora: “Nutri la Nevica…”

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Renard le Roux / Renarde la Rousse

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