La Mano

L’Udire Autentico dei Mortali

CE04 · Corte d’Estate · PG · Simiglianza: Ogre

♪ Leitmotiv: Testify - Rage Against The Machine


C’era una volta un mercante attento…

Quando si trattava di dispute o tarantelle era sempre in prima linea. Troppo vecchio per lavorare, troppo giovane per poter andare in pensione, il Porto di Salerno ed il suo corpo fatto a pezzi dal classico lavoro usurante erano diventati una quotidiana prigione. Ma la sua mente bruciava di curiosità: studiava ogni discorso dei capitani e manovali, memorizzava nomi, voci e strategie, un fiume di suoni che lo trasformò in un abile sofista. Laureato alla Università della Vita con centodieci e lode. Irrequieto restava irrequieto: quante risse, quanti paliatoni per non aver tenuto la lingua a posto. Una notte, mentre tornava a casa tra vicoli silenziosi e lampioni tremolanti, il mondo si spense. Niente più suoni, niente più tarantelle. Il supplizio più grande: essere privato della lingua e della propria forza, spettatore tra sbarre di ferro nero del proprio e altrui dolore, in un mare di fiamme. Finché non fu l’irrequietezza a salvarlo, riuscì a scatenare un sommossa esprimendosi a gesti. La Mano ferì più di penna e spada.

Nell’Estate è temuto e rispettato, e la passione per la retorica non lo ha più abbandonato. Né lo ha abbandonato l’impazienza, spingendolo a movimenti rapidi, a soluzioni ardite e talvolta rischiose.

Come Ministro ha dato il suo contributo a numerose dispute, strigliando Filosofi troppo astratti e tirando le orecchie ad Opliti troppo pavidi. Sempre al fianco del Trono, pronto a dire la propria opinione anche quando non espressamente richiesta. Soprattutto in questo caso.

La Mano non dimentica la vita dagli inferi del Porto, quando gli pareva che la sua vita fosse un simposio abitato solo da dannati e disperati. Ma le sue braccia ora non servono più solo a sollevare casse o corde: guidano, comandano, plasmano il destino della Corte e di chi osa sfidarla. Un Oplita senza lancia in pugno ma che guida all’azione a parole, spintoni e pedate. E chi ascolta le sue parole sa che il fuoco della sua mente può bruciare più di qualsiasi supplizio. E quella lingua tagliente non gliela mozzerà più nessuno.

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