Achille / Ippolita

L’Imperativo Categorico

CE05 · Corte d’Estate · PG Speciale · Simiglianza: Bestiale · Segugio

♪ Leitmotiv: Hero - Skillet


C’era una volta un giovane e fiero cervo…

Quattro persone in un vicolo buio. Solo tre sono in piedi. Negli infiniti istanti del dibattere quanto valore potesse avere la sua vita se avesse continuato per la propria strada Achille vide degli occhi preganti brillare di lacrime. Tra il rimanere incolumi con un’eterna vergogna, e rischiare la morte per intervenire, il suo corpo scelse prima della mente.

Grondante di sangue ma vivo, fu chiamato dall’Altro Lato con una risata fragorosa e divertita: “non avevo mai pensato ad un gioco così, nella mia arena”. Quella era stata solo la prima delle sue battaglie: furono anni passati a difendere lo schiavo di turno da bestie deformi, per il divertimento del Mostro più grande, sia nella vittoria che nella sconfitta.

Le lacrime di vittime e carnefici non smettevano mai di scorrere, fossero di paura, di cordoglio o di gioia. Finché lo svolazzare della Sua mano annoiata non sancì la fine del gioco…

…e l’inizio di una nuova vita. Le creature della Siepe non erano come quelle che il Gerarca aveva costruito per temprarlo: queste erano voraci e implacabili. Non un’arena ma una caccia. L’intervento dei Segugi lo salvò da morte certa e sancì il suo ritorno nel Mondo Mortale.

Oggi Achille guida quegli stessi Segugi in prima linea, cercando nel brivido della battaglia la salvezza che aveva maldestramente provato ad elargire una volta.

“Ora è diverso” si dice “Ora posso essere un eroe anche io. Camminare e lottare. Proteggere.”

Il sorriso che sfoggia quando si stringe ad un compagno è della stessa bocca che ringhia feroce nello scontro. Ma quegli occhi vispi e pieni di speranza qualcuno li ha visti piangere e svuotarsi appena riposta la lancia.

Del resto le leggende non vi indugiano mai: cosa sente un eroe senza nessuno da proteggere? Dove trascina i suoi giorni?

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La Mano

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