Fabula
Il Cosmo Senza un Arché
CE08 · Corte d’Estate · PG · Simiglianza: Avvizzito
♪ Leitmotiv: Figlio della Luna - Mecano
C’era una volta una Principessa che-
Cosa può dirsi di una fiaba senza un principio?
Della ragazza nessuno sa molto. Neanche lei. Emerse dalla Siepe pochi anni fa, silenziosa e invisibile, senza che nessun Segugio venisse a raccoglierla, senza nessuna lacrima a rigarle il viso, comparsa all’improvviso nei consessi della Terra Felix come una piuma di corvo, planata per sbaglio dalle sbarre di una finestra.
Come sei finita qua? Sono qui da stamattina; Come ti chiamavi prima di essere una di noi? Non lo so; Cosa ricordi della tua Prigionia? Nulla.
Nessuno le aveva insegnato a scegliere un contronome per sé in Arcadia. Semplicemente una fi greca, a marchiarle il collo. Appena qualche macchia verdastra, una papula o due, come se persino la sua Simiglianza si manifestasse con paura. Eppure oggi Fabula, come l’hanno battezzata gli altri a furia di tirar fuori nomi con la F, sorride e canta con tutta la forza che ha. Volteggia nel Mondo Mortale come non lo avesse mai abbandonato, insegna ai Perduti a farsi un profilo Instagram e si gode lunghi caffè bagnata dal sole placido di Piazza S. Domenico. Il suo timido Wyrd sa di zolfo e palo santo, risuona di campanellini e nacchere. Giurare fedeltà all’Estate è stato quasi naturale, chi se non una Salamandra può accogliere qualcuno che ha da offrire solo una parlantina vivace ed una tela bianca da colorare di ricordi?
Eppure in diversi l’hanno vista piangere davanti ad uno specchio. Guardarsi e non riconoscersi. Stringersi le orecchie quasi a volerle strappare. In quei momenti è difficile darle conforto.
Dei demoni senza volto che la assediano nessuno sa molto. Neanche lei. Si placa solo nel silenzio della notte, quando tutto dorme e la Luna è la sua unica amica.
Ma se sta piangendo| lei se lo trastulla | cala e poi si fa culla