Van
La Stadera d’Avorio
CI02 · Corte d’Inverno · PG · Simiglianza: Avvizzito
♪ Leitmotiv: Wish you were here - Pink Floyd
C’era una volta un pianoforte a coda…
Le dita si muovevano sui tasti come se stessero accarezzando il pelo dell’acqua, infrangendo la tensione superficiale per dare una forma al fluido, seppure per un attimo, vincendo la resistenza dei martelletti perché il suono rompesse gli argini e da onda si facesse nota. I flutti di musica si infrangevano sui sedili vuoti della sala, giungevano fino in fondo, facevano risacca contro i muri e tornavano indietro fino alle sue orecchie, facendo vibrare le luci al neon. Il sudore bagnava le sue tempie, per Van le prove finivano solo quando la tempesta che suonava era perfetta. Per questo, ripeteva le sue filosofie fatte di tasti bianchi e neri la notte prima del grande Concerto di Natale nella sala deserta del San Carlo. Ad un tratto, nel buio, qualcuno cominciò a battere le mani. E Van fu altrove. Sulla carta una nave Zerstörer avrebbe un equipaggio di più di trecento persone, ma nondimeno Van correva da un luogo all’altro obbedendo ai Suoi ordini, legando funi, caricando siluri e sparandoli a nemici invisibili al di là del velo di pioggia, nel disordinato rumore di una notte eterna. Riuscì a fuggire quando un giorno per un po’ la sua voce interiore, che si sforzava di trovare ordine in quella tempesta artificiale, finalmente tacque e trovò in sé il coraggio di tuffarsi. Fuggì a nuoto nelle tenebre, ma lasciando qualcosa indietro... la sua musica. Quando cammina nel gelido labirinto dei giochi di potere dell’Ampolla di Diamante Van mantiene un passo dissonante e scomposto, ed ha sempre le mani fasciate; e anche se non le avesse, non sfiorerebbe mai più i tasti di un piano. Sono finiti i tempi in cui Van poteva trovare conforto negli invisibili bottini dell’immateriale, nei sorrisi degli astanti o nell’euforia della performance. Tantomeno negli applausi. Se anche quel che sei può sparire all’improvviso, allora il valore vero sta in quel che hai. E Van ha intenzione di prendersi tutto quello che la Corte dei Marmi può dargli, ogni ricompensa che la Nevica può fruttargli. Ha i ricordi di infinite sinfonie da gettare in pasto al diabolico macchinario dell’Alchimista, e le sue ambizioni richiedono tanta Malìa da poterci riempire una nave Zerstörer. E stavolta è lui a sedere in cabina di comando.