Jung

Gli Abissi dell’Atramento

CI05 · Corte d’Inverno · PG · Simiglianza: Oscuro

♪ Leitmotiv: China Town - Caparezza


C’era una volta un piccolo diario…

L’inchiostro sa quante frasi nascondono i silenzi.

Lo sapeva fin da giovane, quando rivolgeva i suoi pensieri più segreti a un diario nella sua cameretta. Non avrebbe mai immaginato però che l’inchiostro potesse rispondere. Il suo monologo divenne una discussione con un interlocutore immaginario, che aggiungeva note a margine sul suo quadernino. Stava perdendo la ragione? Ogni notte veniva spesa a stendere fiumi d’inchiostro e a chiacchierare con un amico a cui poteva dire tutto. I suoi amori, i suoi pensieri più imbarazzanti e sporchi. E quando l’ultima pagina venne riempita, la porta della camera si chiuse a chiave. Il libro tornò bianco, e continuò a scrivere. Da solo. Ma non era più confessore, era peccatore. Ora era il diario a riversare i suoi pensieri, alieni e incomprensibili, ad attendere risposta dall’altra parte. E se non arrivava, le pareti della stanza si facevano sempre più piccole e asfittiche, finché la china non tornava a scorrere.

Non ricorda come riuscì a fuggire da quella cella costruita con le sue stesse mani, quando riuscì finalmente a comprendere una frazione dei labirinti Escheriani della psiche suo carceriere. Sa solo che, nonostante tutto, aveva portato con sé quella sete di drammi interiori, della sfida che portavano con sé. I Marmi fornirono la fonte per placarla. Gli diede mezzi e tempo per ottenere una specializzazione in psicoterapia conseguita a tempo record. Con una Tesi su “Simboli e Allegorie Ricorrenti nel Delirio Psicotico” di cui nessuno capì realmente nulla. Jung riceve pazienti, ascolta le loro storie, si ciba della tristezza. E si assicura che ce ne sia una scorta infinita, bruciando le loro insicurezze, stimolando le nostalgie sopite, combinando i ricordi per catarsi bilanciate. Perché l’inchiostro non smetta mai di scorrere.

E Jung non sia mai tentato a raccontare di nuovo sé stesso sulle pagine di quel diario.

L’inchiostro scorre al posto del sangue | Basta una penna e rido come fa un clown |A volte la felicità costa meno di un pound

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