Ulisse

Il Viaggio della Rosa Blu

CP11 · Corte di Primavera · PG · Simiglianza: Avvizzito · Segugio

♪ Leitmotiv: Run Boy Run - Woodkid


C’era una volta una fiamma in perpetuo movimento….

La mente di Ulisse era conosciuta per il suo portentoso ingegno. Notti passate a scrivere formule sul retro di tovaglioli impregnati di gin, esperimenti fatti con la stessa furia con cui altri scopano o pregano. Dicevano fosse un divulgatore scientifico, uno che della ricerca avesse fatto una scusa più che un mestiere, ma nessuno ricordava più cosa divulgasse davvero prima di finire in Arcadia: forse viaggiava solo per appagare la sua vera fame.

Ed il piacere della Corte di Primavera, per la Rosa Blu, non era una questione di carne, ma di scoperta. L’orgasmo stava nel capire, nel decifrare, nel trovare una legge anche nel caos. All’inizio Aida se ne prendeva gioco, diceva che era come una trottola rotta, incapace di vorticare come gli altri. E Ulisse rideva, oh, se rideva. Perché godeva eccome: nei viaggi senza meta nella Siepe, nel vento addosso, nel bruciore dei polmoni dopo una corsa, nella scarica elettrica del movimento: stare fermo era come morire. Così si unì ai Segugi, non per vocazione, ma per sopravvivenza. Loro correvano da un angolo all’altro del Dominio, Ulisse pure, e in quella corsa sentiva di appartenere a qualcosa di vivo, di feroce. Quando si fermava, invece, tornavano le domande, il pensiero di essere solo un corpo infilato male dentro se stesso. Tornavano i ricordi di quando era diventato un robot, costretto alla stessa meccanica ripetizione.

Aveva un amico, un tempo: il Dottor Dohrn, vecchio Monarca e compagno di deliri scientifici. Parlavano di mete da scoprire e di conoscenza come se fossero droghe da sniffare a pieni polmoni, pianificavano il loro personalissimo Grand Tour tra i Domini di mezzo mondo. Il ‘Giro del Mondo in 80 Giorni’ saltando da un angolo all’altro della Siepe.

Poi Dohrn cadde… e con lui anche qualunque viaggio in programma. Ora Ulisse cammina con il bersaglio tatuato sulla schiena: il nuovo regime lo vede come un’anima in movimento superflua da consumare fino all’ultima scintilla.

Ma Ulisse non si ferma. Non si fermerà mai. “Finchè mi muovo, voi non mi avrete!”

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