Marcovaldo
Atropo
PNG_05 · Corte d’Autunno · PNG · Simiglianza: Pulcherrimo
♪ Leitmotiv: O Death - Kate Mann
C’era una volta un proiettile…
BANG! Il corpo del giovane affiliato stramazzò al suolo, con la vita che gli sfuggiva a fiotti dal costato. Una pistola impugnata troppo presto, una stesa della Nuova Camorra Organizzata a cui non avrebbe mai dovuto prendere parte. Una voce nella veglia che diventava gelo: “Posso ridartela, se vuoi, la tua quotidianità”. Il giovane accettò, e nel recinto del Padrone divenne protagonista di mille avventure, tutte capaci di strappare risate agli spettatori dello studio, tutte strabilianti eppure irrilevanti. Un Marcovaldo sfortunato, prigioniero di infinite stagioni televisive. Finché la pistola non ammise più repliche. Il freddo del ferro contro il sudore tiepido della tempia: BANG!
E nell’Autunno tutti sanno che è meglio non arrivare a far impugnare al Boia il suo artefatto: lui c’era quando la Corte era Vento selvaggio e libero, c’era quando la Corte crebbe grassa e torpida dopo essersi ingozzata della Paura del Nazifascismo, della Strategia del Terrore, del terremoto in Irpinia e delle lotte tra Clan. Della Camorra che si prendeva le strade ed i cuori di una generazione. Così grassa da non essere in grado di muoversi più. Così torpida da non sentire i passi del Boia avvicinarsi alla nuca del vecchio Sovrano. Ed emettere la sentenza.
Eppure oggi il Boia è un’ombra del suo passato, quando insieme al Re, al suo Re, dava il via a Cacce talmente brutali e sanguinarie da far impallidire le Cacce Selvagge dei Patrizi, quando gli spergiuri che sputavano sul Codice del Custode venivano lasciati alle sapienti cure dell’Autunno. Il Re ha tradito la fiducia del Boia, si è rifugiato nell’oblio, e lo ha abbandonato tra le grinfie della Mefite, insofferente chierichetto per affiancarla nei Riti della sua Corte, che la Strega ha insozzato con l’usta delle Janare. Ma Marcovaldo è più impaziente di quanto dia a vedere, ed è maestro a trovare brecce nell’alienante quotidianità, crepe nella tediosa consuetudine, le urla di terrore tra le risate del pubblico.
E quando potrà mettere a fuoco il suo bersaglio tornerà ad emettere la più semplice delle sentenze, di sole quattro lettere: BANG!